LA NOSTRA STORIA

LA STORIA DEL CLUB :
L'Associazione Subbuteistica Roma fu affiliata alla FICMS (Federazione Italiana Calcio in Miniatura Subbuteo) il 23 febbraio 1978.
Rintracciata con qualche difficoltà l'abitazione dell'allora segretario del comitato regionale Lazio, Giovanni Amadei, Fabrizio Sonnino e Andrea Nicotra cosegnarono i moduli compilati che, essendo i
due fondatori già iscritti individualmente per altro club, riportavano dei prestanome nei ruoli di presidente e segretario.
Nel giugno dello stesso anno per determinare la composizione della formazione che avrebbe disputato la sua prima competizione - le selezioni regionali di Coppa Italia - fu disputata la prima Coppa
ASR.
La prima uscita a squadre non fu degna di nota; era il 21 settembre 1978 qundo Sonnino, Nicotra e De Petris Maurizio eliminati nel girone dal più esperto e quotato OSL (Organizzazione Subbuteo
Lazio), campione nazionale in carica a squadre non andarono al di la del 4°posto
Si sarebbe dovuto attendere fino al 3 aprile 1981 per la prima vittoria in una competizione a squadre. Fu, infatti, vinta al terzo tentativo con una formazione composta da Sonnino, Trenta e De
Angelis, e dopo due secondi posti, la Coppa Lazio, prevalendo per la prima volta sull'OSL . Nello stesso anno il club ottenne per la prima volta il primato nella regione superando nuovamente l'OSL
nelle eliminatorie regionali di Coppa Italia, per poi fermarsi nella fase interrgionale davanti a L'Aquila, scherando Sonnino, DeAngelis e Cavuto.
Completamente rivoluzionato,invece, l'organico l'anno sucessivo, quando fu raggiuta la finale nazionale a quattro, dove non fu però possibile andare oltre il terzo posto. I giocatori che si
avvicendarono nelle tre fasi della competizione furono Sonnino, Nicotra Alessandro, Alegi, Gambara.
1983 e tris nella fase regionale con Sonnino, Pascoli e il riesumato Nicotra Andrea, ma il club poi, per problemi di organico diserta il turno successivo e viene relegato anche in virtù di un poco
comprensibile riordino della struttura della Coppa Italia a squadre, in una sorta di serie B per la stagione 1984.
Con Trenta e Panza, Sonnino riesce vincere l'eliminatoria regionale ed interegionale della serie cadetta. E' l'8 dicembre del 1984 e questa data segna la sospensione quasi assoluta per nove lunghi
anni dell'attività a squadre. Tutti i giocatori hanno smesso l'unico che per parte del 1985 rimane in attività è Sonnino che comunque per problemi con la federazione e poichè si trasferisce
all'estero, si riaffaccia solo ai primi del 1988 e, continuando ad essere l'unico del suo club in attività cede, quasi, alle lusinghe di Andrea Lampis e Nicola Mascaro, che lo vogliono con loro nel
C.S.Montesacro Alto. Malgrado l'interessante progetto di questi due autentici gentiluomini che vogliono contrapporsi allo strapotere regionale, dentro e fuori dal campo, dell'Almas, non se ne fa
niente. Ed proprio a causa di questa impossibilità oggettiva di competere che l'Almas ha instaurato, che Sonnino decide di prendersi una nuova pausa di riflessione.
La pausa dura un bel pò: è infatti sole nell'ottobre del 1993 che Fabrizio Sonnino e Andrea Nicotra si riaffacciano all'attività agonistica, solo però con partecipazioni a tornei individuali. L'anno
seguente viene allestita una squadra di fortuna con i neofiti fratelli Malaspina che nulla avrebbe potuto contro il più quotato club Lambertenghi di Rodolfo e Andrea Casentini, Massimo Volpini e
Andrea Strazza..
L'evento però della fine del 1994 è quello che con il riapparire di Alessandro Nicotra permetterebbe all'ASR di avere per due terzi - le competizioni a squadre sono ancora a tre - uno schieramento
competitivo.
Il Lambertenghi si trova nelle stesse condizioni con i fratelli Casentini che non possono più contare su Strazza.
Bastano pochi serrati colloqui tra le dirigenze e nasce il CCT La Miniatura Roma. Fusione, incorporazione, non è questo che interessa, ciò che importa che finalmente si tenta di costruire qualcosa di
stabile e duratuto.
E con questo spirito il club si presenta ai primi campionati italiani della nuova era - quella del calcio da tavolo - che si disputano a Roma l'8 luglio 1995.
Si gioca anche in casa, ma pur potendo contare su altri nuovi buoni giocatori come Morgan Croce, la squadra non è ancora pronta per puntare in alto. Solo un 6° posto.
Ad avvelenare il clima sul finire dell'anno anche la presenza di alcuni loschi figuri che hanno in mente un'operazione promozionale e commerciale volendo affibbiare al club il nome di un marchio
promettono sostegni economici che rimangono solo sulla carta..
Il 1996 sembra l'anno buono per saggiare le potenzialità del nuovo organico. Il risultato però è solo parzialmente positivo: terzo posto in campionato e vice-campioni di Coppa Italia. Non male ma non
si vince niente.
1997 campionato interlocutorio: gli impegni di lavoro di Andrea Casentini e Morgano Croce non consentono di schierare sempre il miglior quartetto, né l'esordio di Antonello Rodriquez compensa tali
assenze. In campionato solo quarti; ma neanche al completo però si combina nulla. A padova a novembre in Coppa Italia, in un torneo che sembrava fatto su misura per noi, si esce in semifinale per
differenza reti su Pisa. E' il 9 novembre e la panchina di Sonnino, che da due anni è il capitano, traballa .
1998 oramai è chiaro che non si può puntare in alto. Il livello è salito e con Morgan Croce a mezzo servizio - inoltre vive a Milano - l'unico obiettivo è salvarsi e fare ogni tanto qualche sgambetto
a qualcuno: 5° posto in campionato, 8° in coppa.
Intanto, forse per avvicinarsi a Milano, Morgan Croce se ne va.
Anche Rodolfo Casentini non è più disponibile: si è trasferito in Toscana.
Con Sonnino ci sono solo Andrea Casentini e Antonello Rodriquez quando a Reggio Emilia, il 20 e 21 febbraio 1999, si disputa l'andata del campionato italiano.Perse tutte le partite e al ritorno ci
vuole un miracolo.
MIracolo che a Benevento si compie. Ritorna Alessandro Nicotra, un club non si presenta e quindi con il penultimo posto si va allo spareggio vinto con autorità contro un'altro club di Roma il 21
marzo.
Il 1999, che è anche l'anno in cui il club assume in nome attuale, si chiude con un accettabile 5° posto in Coppa Italia, eliminati solo per differenza reti dai napoletani di Bolognino, e con un
deludente 3° posto nel G.P. del Lazio.
Passata la paura ci si rende conto che è necessario aprire a giocatori provenienti da fuori per poter allestire una squadra che possa avere un rendimento costante e puntare a qualche successo.
Nel 2000 si torna ad un piazzamento dignitoso in serie A, 4°, recuperando nuovamente Alessandro Nicotra. E finalmente, il 13 maggio di quell'anno, il CCT Roma si laurea campione al Gran Premio
d'Italia a Roma - torneo internazionale - battendo in finale i campioni d'Italia di Perugia, con questi giocatori: Andrea Casentini, Morgan Croce, Alessandro Nicotra, Antonello Rodriquez, Fabrizio
Sonnino e Stefano Capossela.
Proprio quest'ultimo darà un contributo alla permanenza nella massima serie - ottenuta anche nel 2001 allo spareggio con Bergamo - e a bissare il successo nel G.P. d'Italia, questa volta a Latina e
vinto contro il Black Rose, per poi lasciare con profonda delusione da parte della dirigenza che su di lui aveva puntato per avviare un ciclo.
Per uno che va via un'altro che arriva. Conosciuto ai Mondiali di Vienna del 2000, nella stagione 2001/02 viene a dare una mano Derek Conti da La Valletta, Malta, ed è subito vittoria: il 17 novembre
2001, ancora contro il Black Rose, l'Open Nazionale di Latina viene vinto.
Tuttavia, malgrado le apparenze, è l'inizio di un'altro ciclo complesso nella vita dell'associazione. L'attività si riduce per un paio di stagioni alla partecipazione alla serie A, 6° nel 2002, 5°
nel 2003.
Il capitano Sonnino per impegni di lavoro e motivi familiari è a mezzo servizio, cosi come lo sono da anni alcuni giocatori. Si decide, giocoforza, di ingrossare l'organico senza guardare troppo per
il sottile.
Torna Luigi Pochesci - sara il primo di una serie di errori - che nel 2004 riveste anche il ruolo di capitano nel girone di andata di serie A, terminato all'ultimo posto. Ci si salva i 4 aprile 2004,
nuovamente allo spareggio contro Bergamo, a Pisa e con Sonnino nuovamente capitano.
Retrocedono, però, i cugini del Black Rose e la logica conseguenza è che Daniele Pochesci raggiunga il fratello e a questi si aggiunga Giorgio Proietti.
Nel 2005, in virtù di questo potenziale tecnico, si succedono i risultati: prima l'Open di sessa Aurunca e quello di Viareggio a gennaio; quindi l'ottimo girone d'andata del Campionato di serie A,
concluso a tre punti dalla vetta; si prosegue con un'altra accoppiata a marzo con il gran premio del Lazio e soprattutto quello di Francia - terzo alloro internazionale. Disastroso però il ritorno di
serie A. 5° posto e primi malumori all'interno del gruppo, non più omogeneo come un tempo.
Il 30 aprile viene vinto, comunque, il GP di Firenze e l'anno si chiude con la prima partecipazione e il 9° posto nella Coppa dei campioni ma è il canto del cigno.
Il 2006 vede un altro 5° posto in serie A e un 6° posto in Coppa Italia, con poche altre partecipazioni a tornei e sempre ad organico ridotto. Un vero paradosso potendo contare su sette giocatori di
prima squadra.
Inevitabile conseguenza di tutto ciò è il 29 aprile 2007 la retrocessione con vergogna in serie B.
Prima delle ultime inutili partite della domenica mattina Fabrizio Sonnino riunisce la squadra - assente ingiustificato il solo Croce - in uno spogliatoio del palazzo dello sport di Fiumicino e
dichiara di vole riprendere la direzione del club e della prima squadra...tutti i gentiluomini di passaggio, ovviamente, decidono di fare le valige.
Derek Conti, da uomo d'onore qual'è, decide invece di rimanere e insieme a lui porta il giovane Samuel Bartolo.
Il resto appartiene alla cronaca i cui aggiornamenti potrete trovare su questo sito che ha voluto gentilmente ospitare questa storia di passione sportiva e di amicizia che ha caratterizzato la mia
esistenza.
Con profonda gratitudine verso tutti coloro che hanno permesso che questa splendida realtà - che è il "nostro club - nascesse, vivesse e sopravvivesse, concludo menzionando i nuovi soci da Pierluigi
e Claudio Rocco, a Marco Caviglia e al figliolo Micael - giovane promessa - per finire con Gabriele Silveri, e pure l'amico Mirco, tutti raccolti sabato e domenica prossimi intorno alla squadra per
tornare al posto che ci compete nel Subbuteo italiano.
Fabrizio Sonnino


